total depravity

Plundered total depravity
sowing  inhuman anger ,
dull blind silence, destroys rubble
the wind under the crimes of which my

cripple heart

 goes singing without knowing verbs, words, nothing. 

Digging with bare hands 

in graves of strangers and search
ash to cover my head,

a flame perhaps: flattening out
the fire roaring in the bowels, writhe
in bile and blood forming solid houses, castles,
trees in bloom.
The depravity and tombs
and frost in the canticle doped Saturn
into space runs my summer.
nfiltrating the frost that grows
and jealousy is the hand  that press and smothers me
on overhanging branches stuck in the cheeks
and lacerated face.
Listening to what I think: I see all tinged with darkness, suspended
bites beyond the sun, and under those graves dies.


Il mordere del silenzio

Mi asciuga
Il mordere del silenzio
Tra smalti e lacche
In modo da fissare
Un tempo che s’incrina
Aculei in un paese diverso
Albe differenti
Al compianto viaggiare
Chi sono
Se non spettro di antiche morti
Che ho guardato
Con l’anima ridotta a fibre
Bruciate in scorci di turbamenti?


Lei

Lei non si intrattiene più
Tra le ombre della cucina
A lasciarsi cullare dalla colpa
Che le viscere implorano
Un suicidio di zuccheri
Arcobaleni di vomito
E pugni sulla carne tesa
Scheletro di un eccesso
Senso di vuoto amore
Cammina nella luce
E verso sera raggiunge la mèta
Del vuoto.


Siede la donna

Siede la donna
Sulle crepe della luna
Di mosche e il piacere
Di scrutare l’epicentro del niente
I capelli al vento
Tagliandosi a pezzettini
Fin dove sente
A intervalli tra oceani e voci
Le viscere contro le dita
Radici di stelle appuntite
Le spuntano dalla gola
Soffocando assimila galassie lontane
Sognando un amore oscuro
Da farla morire in agonia
Di ansia e sentimenti e calamità naturali
La donna della luna
Su una luna esplosa
Di sangue su cosce e bocca
Si cela in altre dimensioni
Osservando il proprio centro
Per massacrarsi ancora.


Devour

Will devour
The light
The air around the trembling flowers
Sobs of incalculable silences
Caught here and there with laughter
Two girls in the wind – shaking, sweating in their lives
It can be divided into a din of cars and smog.
Death shall devour the poetry of some leaves whispering secrets among the rocks: the wheels of a bicycle and white roses: there is a silence that presses the basis of every human theory, a silence that eradicates these roots and puts them within this pale light that will soon evaporate in glitter sepia, in these hydrangeas and cursed winds. I see life as a rapid move insurmountable to my dumbness – and if I write, I reduced to a minimum. The minimum of love is always the one who pulls the stones, and the maximum is the cessation of a heart-veiled look at a painting of a melancholy foreboding
the artist is a demon from mankind hunched back
limps towards the disintegration of each cells
This light
And the nettles and the roses and the two blondes girls
Will be forgotten as soon as close eyelids, forget everything,
Every person living on this planet,
Feel them slip away like the smoke from fireplaces …
There remains only the silence and the wind and the smell of a warm evening air breathed Alone.
Devour myself … And the nettles …


Divorerà

Divorerà
La luce
L’aria tremula attorno ai fiori
Singhiozzi di incalcolabili silenzi
Intrappolati qua e là dalle risate
Di due ragazze nel vento – tremano, sudate, nella loro vita
E si dividono in un fracasso di macchine e smog.
Divorerà la morte la poeticità di alcune foglie mormoranti segreti tra i sassi: tra le ruote di una bicicletta e le rose bianche: vi è un silenzio che preme alla base di ogni teoria umana, un silenzio che estirpa queste radici e le mette in seno a questa pallida luce che presto evaporerà in brillantini color seppia, in queste ortensie e ortiche maledette. Vedo la vita come un rapido passaggio insormontabile al mio mutismo – e se scrivo, mi riduco ai minimi termini. Il minimo d’amore è sempre quello che tira le pietre, ed il massimo è la cessazione di un cuore a osservare un dipinto velato di melanconico presagio e l’artista è un demone di uomo dalla schiena ricurva e zoppica verso la disintegrazione di ogni cellula.
Questa luce
E le ortiche e le rose e le due bionde ragazze
Verranno dimenticate appena abbassate le palpebre, dimenticare tutto,
Ogni persona vivente su questo pianeta,
Li sento sgusciare via come il fumo dai caminetti…
Rimane solo il silenzio ed il vento e il profumo di una sera calda respirata Da sola.
Divorerò me stessa… E le ortiche…


Scenario

death
Who’s crowd spectral scenarios
a flat calm
That crowd blood
And the wrath of rotting skin
And in the pits full of corpses
From the colorful skulls of all shapes,
Each imprinted pain and crashed,
Planted with trees
In cemeteries
Waiting to die a little more
My scenario
And dead words
Is dead the road stops
waiting for a final judgment, that not even of death someone dies… repressed emotions from a stiff neck.


Incombente

Originally posted on kalosf:

20140705-181412-65652195.jpg

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Canta

Se la poesia potesse parlare
Il suo canto sbranerebbe
Le incerte ombre del silenzio
Fin dove quello scompare
E incalza la morte:
Perché non vi è amore
Più potente che possa
Sovrastarla. Canta!


Weight

The weight
To not feeling
enough
To strangle you
Of warmth.


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