Morirò giovane 

morirò giovane e vecchia d’animo

gridando tossendo Si Al Fumo

Senza amore e ricordi sbiaditi con terrore 

con la sola consapevolezza di non poter che scrivere

dunque scriverò teste di cazzo

non sono né brava né qualcosa

sono solo molto vecchia, come un esserino grigio accovacciato su sé stesso che prende cura e anima solo scrivendo 

morirò giovane essendo vecchia e le mie poesie verranno affogate in un vasto cielo ricurvo di stelle flaccide.

Piangerò. Oh se piangerò: mi asciugherò profondamente. Mi vedo in braccio a una nuvola di luce sacra che io vedo poesia e mi butta giù scaraventandomi con tutto l’amore di questo fottuto universo.

Mi uccide scrivere e lo farò fino a che avrò vita. Ti amo mia dea dal volto impossibile, fiamma ossigenata, eretta colonna scoccata come freccia già dalla nascita di questa vecchia che sono. 

Scaraventami giù con forza e potenza e come un cane ne bevo goccia a goccia questo folle amore.

Morirò giovane essendo vecchia

Poesia mia scrivimi tu dalle tue alte radici e promesse e parole e vergini canti che mai scriverò se non nella mia testa da imbecille. 

Libertà 

voglio essere libera 

voglio libertà 

che sboccia dovunque 

in chiunque 

senza offendere mai

oltre chi ha profondi deserti dentro

voglio essere libera 

con me 

in me 

nella parola io sono libera 

dunque viva 

“Vorrei essere libera/o di…”

scrivi

scrivete. 

Sogno un sogno

sogno

un sogno

non ho parole 

eleganti 

solo la triste anima

di chi scrive per non morire 

io che non sono niente se non 

una briciola 

sogno poesia e poeti 

le loro mani e cuori

a lavoro 

e piangendo mi chiedo 

la strada mia se non sarai tu poesia 

quale sarà 

se altro amore non ho?

Insonnia

Nel mio occhio vitreo

di notte 

vedo spiagge

 su cui posai

Piccoli fiori 

ventagli di amori 

sassolini infilati nell’anima 

alto, immensi alberi

ritagliavano spezzando 

il mio paesaggio 

e mi chiedevo se potessi

divenir come loro

regali anche se colpiti da forte vento,

ombre circense sulla schiena

come onde vibranti d’angoscia 

poi mi sono svegliata 

e quei sassi son divenute mani

alla gola 

Gli alberi tronchi allo stomaco chiuso stordito da una sola foglia di insalata vomitata 

e i fiori il mio stesso sguardo 

come quel bouquet 

che ho fissato e sognato ancora 

galleggiava pietoso nel mare 

esattamente come galleggio io

nel mio stesso desolante vivere 

Mia sorella 

mia sorella 

guarda dove 

altri non scrutano 

né si soffermano

ma svestita 

s’adorna di cenere

di fenice

le cui lacrime 

sono cascate 

di ciò che ha dentro

mia sorella ascolta 

tutto quello che gli altri

non osano 

neppure il silenzio e le grida

dentro un miracolo.

mia sorella è mia sorella 

e guarda e sente come me

e scrive senza scrivere 

né io dipingo senza dipingere 

ma assieme abbiamo gioito 

e sofferto, è tuttora

il viaggio dell’ascolto e dello sguardo 

è legato da mani che nonostante si sfiorino poco 

sono legate da secoli.