Nocciolina

avresti un anno oggi.

Ti vedo nelle braccia 

di fiori colmi di profumo

anche se dovresti essere qui,

amore, amore immenso,

a festeggiare il primo anno di vita 

e invece io festeggio tenerezza

e rimorsi e un dolore che mai andrà via; tutto ciò che hai insegnato a tutti noi… festeggio anche quello ogni giorno…

Ma ti festeggio, Margherita,

poiché vali ogni fremito d’ali

e le stesse tenerezze e dolore

e sopratutto amore 

quindi tanti auguri, mia dolce nipotina,

il vuoto che hai lasciato

nessuno mai lo colmerà.

Mi manchi infinitamente

che anche le parole tacciono. 

Donne

ma la donna

dai capelli di fiori

si scostò dalle ciglia

lacrime di odori

di sere solitarie

di scrittura 

ed un cercarsi dolce 

ma la donna, lei,

coglie le dita del cielo 

in silenzio, 

il tremito

dello sguardo posato 

altrove 

È così sbagliatotrattenere un mondo

di versi, canzoni,

nel momento della buonanotte,

che tuttora abbiamo,

lontani, separati,

è errato volerti ricoprire,

sommergerti,

di parole d’amore

invece che tenerle chiuse,

sigillate,

ché ferirti non è possibilità…

è errato nonostante ciò

pensare che sei l’unico,

il primo ed ultimo,

tocco della mia anima

e che nessuno mai sfiorerà 

me

come hai fatto tu..

È sbagliato.. Nonostante tutto..

Volerti così tanto?

Ho solo pensieri, e magoni,

nella testa ho il tuo viso sul cuscino,

la tua barba e linea dei tuoi zigomi,

ti volgi un secondo… nella mia mente…

e mi manchi da rimanere distesa senza provare niente. 

Per voi 

questo è per voi.Che non siete numeri, non siete dei “seguaci”. 

Vi volevo ringraziare, anime chi silenziosamente, chi no, appoggiate le vostre mani sulle mie spalle.

L’ho detto, più volte, che questo blog è sinonimo di una casa. 

E allora, siamo famiglia. 

Questo è per voi e non è niente di che. 

I miei scritti – ecco, quello è per voi. 

Ma starete pensando, grazie al cazzo, hai un blog, scrivi, pubblichi un post e che vuoi? 

No, dico. 

Scrivere è dono di questa ed altra vita. 

Che non sicuramente possiedo, ma amo scrivere e per me è un cammino dentro me stessa e, di conseguenza, in tutti voi. 

Mi date. Tanto. 

L’atto di scrivere – non è, per me, un pensare, un meccanismo, è io che cambio centro. 

Non so se sono riuscita a spiegarmi.

Ma la poesia è anche questo: mi trovo e conosco talmente tanto, che poi sconclusionata mi perdo via in sciocchezze… 

So che non è molto, ma scrivere equivale al darmi, ecco, è braccia tese a voi, silenziosi, anime dolci, ci siete, vi vedo, ecco questo è per voi, sono io, insignificante, piccola, terrorizzata, ma è l’unica cosa che da sempre ho potuto darvi; cammino zoppico brillii di futuro, un cammino assieme, sì: sto camminando e voglio tutti, tutti voi a fare quello che fate. Leggendo equivale a donarsi, anche. Mi donate poco tempo, più tempo, sbalzi di secondi: grazie.

Vi sono tanto grata. 

E scusate le parole prive di ogni senso. Il sonno bacia la mascella rigida e ancora non schiudo orizzonti lontani. 

Ma questo blog per me è importante come lo siete tutti voi, dal primo all’ultimo. E volevo dirvelo. Vi voglio bene – e non sono macerie di bugie. 

Chi mi legge, vede me stessa: è una rarità. E io la devo riconoscere. Quindi vi voglio bene anche se vi soffermate su queste mie parole, poesie, pensieri… perché sono tutto quello che ero, sono e sarò, perché nella vita si hanno certo tanti amori, percorsi, cambiamenti; io a 25 anni sono vecchia, ma è una vecchiaia dolce, ecco, non mi pesa sull’animo.

Può essere pesante, certo.

Anche perché sono una rompi coglioni. 

Però… scrivere è tutto.

Scrivere è vita. 

Il mio niente che palpita e fiorisce. 

E voi lo osservate. Quindi, vi voglio bene. E vi ringrazio ancora. 

Questo è per voi, il cuore di una ragazza che non conoscete né avete mai visto, eppure da parte mia c’è un abbraccio grande quanto la bellezza di un’emozione. 

Scrivetela. Ne farò dono prezioso.

Notte a tutti. 

Per voi piccole briciole di una notte masticata tra ciglia offuscate dal domani e Pessoa.

Grazie, ancora. 

Ancora, ci tengo a voi, in questa mia casa imperfetta che chiamiamo blog.

Notte. 
Anna 

Figlio 

per un secondo

ho visto un ruscello 

l’acqua che scorreva

aveva il tuo nome

d’ossigeno 

venivo colta

da una luce 

piccola 

sentivo musica 

e tenerezze.

mi sono svegliata 

ancora qui.

per un secondo 

ho visto un ruscello

e le tue mani d’aria 

stritolare la notte 

in un secondo,

per un eterno secondo. 

29 agosto 2011 senza esitare niente… vecchi sospiri 

Respiro l’essenza della magia; a casa, dice la voce nella mia testa, ora sei a casa-terra promessa e mai stata sommersa dalle acque…un candore che ha colori indefiniti, ma come fiori spezzati si alternano alla fabbricazione del cielo stellato sopra di me. Costringo me stessa a nuotare nella mia coscienza – Conall ed i suoi coriandoli negli occhi, lupi selvatici e tiepidi, osservano la vertigine che mi causa sofferenza e la soffia via, quando la luna è piena.
Respiro la magia; la sento in queste strade.
Una musica si spande nell’aria profumata di pioggia, e posso riposare e chiudere gli occhi.
Il mio cammino avverrà.