Spifferi di vento su alberi cui la voce arriva a malapena.Li vedo gorgheggiare coi torrenti viola, in un posto né qua né là.

Divento niente per sentire tutto

Giravolte su giravolte e la pioggia mi chiamerĂ  sostando sul mio capo chiamando tanti nomi.

“ArriverĂ  anche al tuo..”

#FertilityDay: lettera aperta alla ministra Lorenzin

Al di lĂ  del Buco

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Mi segnalano una lettera scritta da un gruppo di psicologhe e psicologi a proposito dell’iniziativa a cura del Ministero della Salute. Buona lettura e diffondete, se potete.

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Gentilissima Ministra Lorenzin,
siamo un gruppo di psicologhe e psicologi e leggiamo con stupore dell’iniziativa del “Fertility Day”, stupore che si trasforma in sconcerto alla lettura del Piano Nazionale per la Fertilità.

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Quanto ho sentito nelle vuote roulette di sera divina,
quando bastava un clic e il carillon disperdeva la sua bestiale nostalgia,

ad oggi mi insudicio lo sguardo di bellezza e orrore – e non mi abituo al cuore.

Mio tempo disonesto, ridammi la me Intatta!

In queste mura  c’è solo una trama di urla che trattengo per non esplodere.

Silenzi frammentati.

Poesie scritte nella mente per non soccombere alla fatalitĂ : sono. qui. 

E non ho altro posto in cui andare; questa meravigliosa prigione d’animo. 

Divento Albero di schegge e ombre.

“So cos’è, ciò che fa te una lacrima.”
Prendetele tutte le mie lacrime mute, non me ne frega.

Mi preme e balza il giorno come un panico rabbioso.

E allora penso a ruscelli sai quelli calmi con fitti alberi e profumi di natura ecco, così; mi trattengo, avanzando con passi da pantera; sono e non sono, in questa mia fame di niente, nulla, un piccolo canto..

Su un filo appeso di agonia troppa..

Il sentire sul non percepire altro che ciò che si sente, semplice così

A voi, che mi leggete, mando un abbraccio; siete nei miei pensieri.

Vi stringo, in essi.

Forte.

Notte <3

Tintinnio flebile 

Tintinnii flebili: catarsi d’amore      se vi è una fugace sillaba muta 
Nella notte di nessuno grandi strade con baracchini pieni di Tutto: caramelle, pane, coltellini, tabacco sfuso; inciampo ahime nella scrittura

Quei barattolini carichi di parole 

“Si vende con niente”

“Va bene.”

Assaggio tutto e mente,

Niente,

Questa nota trasognata di carne 

           di te che pure manchi…

E riprendo il cammino.

       “Cantati figliola…”

Amore amore amore 

Oh poesia almeno sorreggi contando le lune

Con ferma mano questa chiamata inutile

di questo nulla cosmico.

“Ho dei canti tibetani.

     Una notte forse arriveranno al cielo”
Buonanotte (vi voglio bene)
Tre giravolte nei grovigli alterni della mente, e capisco l’intelletto dell’Idiota

<3

Anime,

Raccoglietemi di stelle nascenti mai destinate ad infrangersi sulla pelle dell’universo nĂ© tempo:

Anime, amiche mie, compagne mie:

Disquisite del amor crudele e di pace e cenere che mi fa abbassare lo sguardo.

Che la notte vi sia lieve.

A.