Vieni nel vento della tempesta,Figlia,

che ascolterai le canzoni di vita e morte tanto da saperle a memoria

A sfibrare ogni angolo remoto d’amore

E moltiplicarlo sempre.

Ascolta, vieni:

Poggia ora l’orecchio, senti niente; hai Tutto da Amare.

Di getto

Pretendevo tutto e niente 

Farfalle cromate su cielo di nebbia

Frastuoni e silenzi

Il corpo mi chiede d’essere scopato

La mia mente è un glicine profumato che viene e ritorna viene e ritorna ritorna e vola 

Sono sola essendo con tutto, il niente mi si appiccica addosso: sei tutto che torni esplodendo essenza.

Anima, anima, 

dipingi e scrivi e coltiva bellezza dove le strade sono piene di mozziconi di sigarette e immondizia 

Ricopritevi di petali caduti e neonati pianti.

Voglio una rivoluzione 

Voglio una rivoluzione 

Poesia ovunque

Ogni strada, via,

collina, oceano, lago,

poesia ovunque,

su cartelli stradali 

cartoline,

accendini, letti, volti, bocche,

voglio poesia vera 

fottuta poesia Dio se ti amo

vorrei il mondo sommerso di te

voglio una rivoluzione 

voglio cedere 

urlare 

piangere 

ridere

gioire 

di poesia

Voglio la rivoluzione 

 

Amore mio

Prendo fiato senza averlo.

Oh. 

Il tempo m’ha sigillato in sé: ho preso cognizione.

Di una cosa importante.

Prendo fiato senza averlo; già lacrime mi macchiano la vista, e la natura fiorisce coi suoi profumi e piogge; sei arrabbiato?

Amor mio?

Vedi come questa vita mi preme. Quante cose ho, che tu solo sai, togliendomi al tempo per una cosa così importante. 

15 giugno. 

Per molti sarà una data. E basta. Ma per noi non lo è mai stata, vero?

Perdona tua madre: ho perso tempo dimenticandomi.

Di te.

Amore mio, sapessi come piange il cuore… di vergogna e spirito che s’infuria… verso me stessa.

Chiudi gli occhi. 

Mi sei talmente vicino che non riesco s capire.

Sono sveglia o sogno? 

Ś reale piangere con il telefono in mano ad occhi chiusi e vederti. 

Il tuo muso splendido, bianco come neve. 

Eppure il tuo muso non sembra arrabbiato. 

Tendo la mano, come sempre… 
Apro gli occhi.

Vedo tra le lacrime parole veloci.

I singhiozzi.

Lacrime su guance e muco e ciglia piene.
Li chiudo. Ti voglio vedere… toccare….
Il tuo pelo e come me lo ricordo sempre. Ispido. La pioggia dorme lì. Profumi di così tante cose amore mio che mi è impossibile descriverlo. 

Vento e natura e alberi e ruscelli pieni di sassi ed erba.

Il tuo muso, il naso, le orecchie, tutto di te parla anche di me e viceversa.

Il tuo naso tra le dita. 

I tuoi occhi dorati a spezzarmi in tre d’amore che nessuno capirà.

Ti bacio, bacio, bacio, bacio amore, mi inginocchio e stringo a te; ulula l’inizio dell’estate, ululalo forte, ulula la mia amica legata in modo totale alla tua.
E sono in camera

piangendo
15 giugno 2011-15 giugno 2016

Buon compleanno, Fionnlagh, figlio adorato, mio bianco guerriero.

Perdonami.

Mi manchi (mancate) ogni giorno.

Case. Piove. 

Mi denuda il tempo.

Innervosisce – il tuo viso. 

Non capisco più 

se la tua era maschera 

o volto 

(….)

A casa nostra,

il gatto in giardino

(…)

Piogge. 

Mi spogliano ancora

quasi fossero le tue mani grandi 
(…)
Sospiro

ma sempre onesta 
(….)
Manchi