Listening to the quick, dark, trembling silence

Listening to the quick, dark, trembling silence (which I do not wrap more to defend myself, but the load center and the heart of heaven … to let him speak, write him even on hot bricks in the ardor of his words left there to dry, any day – and I talked to him.

And I hit him, I looked
[are still able to laugh for tenderness, are able to cry, to scream, to breathe clean air].

The gentle curve of my thoughts start coming slow to the sky, the whispers of the night lost, then found in glass bottles scattered who knows what continents.
They are the exact center of my world – you write ravening, reduces you to the bone: I write about me, not for me. I write at the top of my mistakes, those of others, suspended over an abyss from which I struggled, laughing, laughing to tears – not knowing how to read that even in the name of Poetry unscrupulous mine, atrocious absences.

In the return to life, that is imperious wave of a sacred sea.

Writing is the pivot of the lives of those who do not surrender to the evidence of dreams, the concepts explored in the hearts of the people, the weaknesses of the divinity.

My God is writing.
And it is sharp, strident, hot under the skin

[overwhelmed with emotion, split in two]

… and filled with hope.

January 8, 2012

Ci sono i tuoi polsi…

Ci sono i tuoi polsi che mi entrano in testa e senza poter prestare attenzione ad altro mi lascio afferrare dal potere che eserciti – che loro esercitano su di me.

Li immagino coperti dai tuoi maglioni e cappotto e quando muovi le mani, il tessuto scivola un poco, e la mia fame si placa un poco – il poco necessario d’averla ancora e più forte di prima. Li immagino pulsare il sangue che ti scorre nelle vene, sentire il tuo battito contro le labbra, quando, mettendo da parte ogni tua protesta, baciandoli annego nella consapevolezza che sono prigioniera dell’odore della tua pelle, e specialmente lì.

E’ qualcosa di effimero, di così personale, di così tuo che solo immaginarli adesso sento di non sentire più niente. Mi strappi dal mondo e mi rivolti e rimetti in senso con la stessa dolcezza con cui appoggi la bocca sulla mia.

Sui tuoi polsi vedo la tua bellezza dormire e sgorgare fuori, inondandoti, sommergere le tue ossa – è la bellezza, che permette al tuo corpo di camminare e muoversi. 

Li immagino colmi di energia di te preso a disegnare. Sfociare nei tuoi avambracci dove i miei denti appoggerei per saggiarti e avere dentro quell’odore, e se arrossisci, è solo purezza colorata.

Perché sei puro in modi che prima di te nemmeno esistevano. Che prima erano impensabili. La purezza che aggrotta la fronte e imbroncia le labbra se solo chiedendo,

io ti imploro di baciare laddove la mia passione nasce, e mai muore.

Sei bello in modo sottile e da capire. Ma è quella sottigliezza, quel dettaglio infinito, che sprigiona in me un’emozione senza nome e senza ragione che mi rendo conto che chi riesce a vedere, vedere veramente, non può che scrutare la necessità che questa bellezza – la tua – ha di aggrapparsi alle tue spalle, e lenta ridiscendere in scrosci fuori e dentro te.

19june2011

June 19, 2011

And when I see white flashes , the noise echoing in my basement that evolves, regrettable , among a thousand poems, weapon and shield in my life , I understand .
And the abandonment of the tender conscience “me” has never been so sweet , and so even mine, with an all – l’alone able to disarm me of my dark thoughts regrettable , at the top of the vacuous human thought , disperse away , driven by light forces ( without weight them) and caged ( to be released ) from my deep love, transcendental , that does not need more promises, because my greatest promise , total and sincere , is what I did coming to world , be insignificant and tiny with a vital energy that would not allow me to abandon myself to surrender.
I was born , I survived , and harmless under the living hope of a journey worthy , I unconsciously , with flames unknown to me (at that time the rains vacuous still inside me, firm and immovable) are returned .
To write . And the most immense love , real, confident me in the chest explodes with ferocity and possession , reducing me to a pile of chills and eyes, hands that go beyond the world, to bring me back to my house .

The Poetry, She , possesses a voice that calls me constantly , without ever getting lost in anything that is not my heart , greedy of its heat .

And overflowing confidence , rejuvenating and aging , life is granted to the supremacy of the righteous , knowing how it will end the echo of their whispers – because I always knew inside of me, that really would not have had more oxygen that is not writing and even a greater love than I hold you lovingly in her arms, with  hands clasped and trembling , knowing to never be alone , never completely.

Poetry is my home, rooted in the distant past , vibrant acceptance of my soul – and what I ‘m writing every day , all that I have found and will find life , I imperious river will flood .

And I would not do anything but write , as always.

Forever and eternity braid dreams of this life , the moon to warm your hands dirty with ink, to find them eternally within me.

19giugno2011

19 giugno 2011 

 

E quando vedo lampi bianchi, frastuono rimbombante del mio sottosuolo che si evolve, increscioso, tra mille e mille poesie, arma e scudo della mia esistenza, io capisco.

E l’abbandono alla tenera coscienza di “me” non è mai stata così soave, e neanche così mio, con una totalità capace di disarmarmi-l’alone scuro dei miei pensieri incresciosi, alla sommità del vacuo pensiero umano, si disperdono lontani, sospinti da forze leggere (senza peso, loro) e ingabbiate (per essere liberate) dal mio amore profondo, trascendentale, che non ha bisogno di ulteriori promesse; perché la mia promessa più grande, totale e sincera, è quella che ho fatto venendo al mondo, essere insignificante e minuscolo con un’energia vitale che non mi permetteva di abbandonarmi alla resa.

Sono nata, sono sopravvissuta;  sotto l’innocua e viva speranza di un cammino degno, io inconsciamente, con fiamme a me sconosciute (a quel tempo le piogge ancora vacue dentro di me, ferme ed immobili) sono tornata.

Per scrivere. E l’amore più immenso, reale, fiducioso mi esplode nel petto con ferocia e possessione, riducendomi a un ammasso di brividi e occhi, mani che oltrepassano il mondo, per ricondurmi a casa mia.

 

La Poesia, Lei, possiede una voce che mi chiama costantemente, senza perdersi mai in niente che non sia il mio cuore, avido del suo calore.

 

E traboccando fiducia, ringiovanendo ed invecchiando, una vita si concede alla supremazia del giusto, sapendo come andrà a finire l’eco dei propri sussurri-perché ho sempre saputo, dentro di me, che davvero non avrei avuto altro ossigeno che non sia la scrittura e neanche un amore più grande di Lei che stringo amorevolmente tra le braccia, a mani strette e frementi, con la consapevolezza di non essere mai sola; mai completamente.

 

La poesia è la mia casa, radicata in tempi lontani, accettazione vibrante della mia anima-e quello che vi trovo ogni giorno scrivendo, tutto ciò che ho trovato e che troverò sarà la vita, fiume imperioso che mi sommergerà.

 

Ed io non farei altro che scrivere, come sempre.

 

Per sempre, e nell’eternità intreccerò i sogni di questa vita, la luna a scaldarmi le mani sporche di inchiostro, per ritrovarli eternamente dentro di me.

sarai perduta, poi verrai salvata

Sarai perduta, poi verrai salvata.

Ancora e ancora.

Come una novizia congelata, farai sfiorire molte parole attorno a te,

le sole ed uniche e prime parole del mondo, la tua vita nella manifestazione più assoluta.

Perirai, e tornerai a respirare.

Scriverai.

Scriverai tutta la vita perdendoti, ritrovandoti, salvandoti ed esiliandoti. 

Amerai ardentemente, senza remore. Infinitamente.

Scriverai e gli anni ti scivoleranno addosso lacerandoti 

il respiro come ogni volta, ma tu scriverai.

Morirai e poi tornerai a scrivere… come sempre hai fatto, fai e farai.

 

Non muori mai, perché non sei mai venuta al mondo. 

E la Fata Morgana getta polvere ed illusioni sugli occhi delle persone.

Non importa come, tu scriverai.

Fino a quando il tuo ennesimo ultimo sospiro di vita

non si trasformerà in un battito. E quando ti ci raggomitolerai dentro,

tu scriverai.

 

Perché è il tuo destino.

 

 

 

 

 

il grillo inizia il suo sproloquio…

 

Il grillo inizia il suo sproloquio,

smunto ed anziano, sulla mia spalla come 

un viaggiatore qualunque senza occhi.

Ma io non sono Pinocchio, io impiccata 

mi sarei divincolata dalla morte

senza mani divine

 per avere la mia fata.

 

Salpa umanità mia!

Affoga, nelle fauci dell’oceano, torna a riva consumata

tolta dai costumi

e ricerche fuori e dentro me

sotto grandi alberi.

 

“Il grilletto!” strilla il mio grillo, ficcandomi tra le mani un ramo. “La tua anima è un terreno fertile.”

 

Punto alcune foglie alla tempia e sparo.

 

E prendo i miei cuscini e attraverso

una spiaggia desolata di crani e stelle marine

che cantano sottovoce poesie mai scritte

piene di sangue 

perché non dare parola ad un’emozione è massacrarla,

punto i cuscini per terra e scrivo con le dita

come una bambina, raccolgo conchiglie e morte

e in una vecchia scatola di scarpe le chiudo,

mentre il grillo indossa un teschio e brandisce una spada

per depredare anime.

 

 

Salgo sulla luna

e apro la scatola

e quando tutto quello che prima avevo rinchiuso

ora vola angelo piumato dalle sottane puerili

scostando centimetro dopo centimetro

vendendosi all’alba migliore.

 

Mangio il fuoco per una manciata 

di onde

che conducono infine a te

manovra i miei baci, premili forte 

dove il tuo cuore brama.

Walk seeing faces of silk

Walk seeing faces of silk
pierced by a ribbon of light

and I feel like dying

under the orbs who evade beyond my knowledge.

It splits in two the sky. I feel it arching and falter.

Press the pressure suffocating.

And the same faces silk hover in the air

cutting my face,

if the moon becomes a gash

that feeds on souls and night,

the night is still motionless under my eyelids:

You are still right up there with that silky skin,

to want to feed the fingertips of every vein in relief

further opening the gash,

that die without having your hair coiled index,

and you smell like the beating of the interruption,

but you walk beside me- those remaining trinkets silk

are encouraged by the breeze, flying over the clouds.