Al mio forte lupo

Sfavillano le luci sui volti
Contornati da un gelo vuoto e desolato
Come le tasche e chiodi su cui appendere le delusioni dal tempo che gira a giostra disfatta e precaria
Questa unità che divide.
Ma su dalla nebbia una voce si apre
E dalle cortine di freddo lo spiraglio
Benedetto della tua anima
Scesa in sospiri che mi cucio addosso – quando penso a te.
Perché è sempre vedere la luce
Irruente, filtrata dal tuo scuro sguardo, sotto le tue ciglia
Sottraggo un poco di calore e lo spargo in questo giorno, così vicino
Al momento in cui ti vidi la prima volta in questa vita,
Così lontano che sembra ieri ed ogni giorno, a te che hai indirizzato il mio cammino mostrandomi la verità
Come se fossi un essere immateriale
Capace di rendere reale ciò che non era, ma che è, e ciò che sarebbe stato, in ciò che sarà.
E allora ti dedico uno squarcio
Di parole, di quelle a te tanto care, quelle che tu ed io abbiamo costruito in seno ad un amore grande: la luna è calante, non appena sparirà nell’oscurità,
Vedrò il tuo viso, e sentirò di nuovo la tua voce, quell’eco immortale, la chiamata alla vita – tra tutto quello che c’è stato e che ci sarà, tra i nostri cuori.
Tra poco è il tuo compleanno.
Ci vediamo nei miei sogni, figlio mio. Il sussurro di un passato talmente vivo da scorrere nel mio sangue.
Ti amo, mio prezioso forte lupo.

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