19 giugno 2011 

 

E quando vedo lampi bianchi, frastuono rimbombante del mio sottosuolo che si evolve, increscioso, tra mille e mille poesie, arma e scudo della mia esistenza, io capisco.

E l’abbandono alla tenera coscienza di “me” non è mai stata così soave, e neanche così mio, con una totalità capace di disarmarmi-l’alone scuro dei miei pensieri incresciosi, alla sommità del vacuo pensiero umano, si disperdono lontani, sospinti da forze leggere (senza peso, loro) e ingabbiate (per essere liberate) dal mio amore profondo, trascendentale, che non ha bisogno di ulteriori promesse; perché la mia promessa più grande, totale e sincera, è quella che ho fatto venendo al mondo, essere insignificante e minuscolo con un’energia vitale che non mi permetteva di abbandonarmi alla resa.

Sono nata, sono sopravvissuta;  sotto l’innocua e viva speranza di un cammino degno, io inconsciamente, con fiamme a me sconosciute (a quel tempo le piogge ancora vacue dentro di me, ferme ed immobili) sono tornata.

Per scrivere. E l’amore più immenso, reale, fiducioso mi esplode nel petto con ferocia e possessione, riducendomi a un ammasso di brividi e occhi, mani che oltrepassano il mondo, per ricondurmi a casa mia.

 

La Poesia, Lei, possiede una voce che mi chiama costantemente, senza perdersi mai in niente che non sia il mio cuore, avido del suo calore.

 

E traboccando fiducia, ringiovanendo ed invecchiando, una vita si concede alla supremazia del giusto, sapendo come andrà a finire l’eco dei propri sussurri-perché ho sempre saputo, dentro di me, che davvero non avrei avuto altro ossigeno che non sia la scrittura e neanche un amore più grande di Lei che stringo amorevolmente tra le braccia, a mani strette e frementi, con la consapevolezza di non essere mai sola; mai completamente.

 

La poesia è la mia casa, radicata in tempi lontani, accettazione vibrante della mia anima-e quello che vi trovo ogni giorno scrivendo, tutto ciò che ho trovato e che troverò sarà la vita, fiume imperioso che mi sommergerà.

 

Ed io non farei altro che scrivere, come sempre.

 

Per sempre, e nell’eternità intreccerò i sogni di questa vita, la luna a scaldarmi le mani sporche di inchiostro, per ritrovarli eternamente dentro di me.

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