La gatta dell’amore

La gatta dell’amore
Nel tepore si assopisce
La città che in un tremolio
Di coda, quieta l’incauta emozione
Riflesso di rumori lontani,
Sospesi nella gola che freme
Il passero s’appoggia al ramo
Affaticato di pioggia
E le alte fusa mi spronano
Verso l’inevitabile,
In momenti da
Far battere il cuore forte
Dove nel silenzio tutto dorme
Tranne nel fianco che un poco si muove
Coperto dal pelo soffice di seta
Quasi a rammendarmi
Come se ce ne fosse bisogno
Di fare quello che mentre la luna
Sospira galleggiante e luminosa
Mai lasciarti, perché sei la mia gatta dell’amore.

Il vento

Il vento è un dio dalle palpebre chiodate da soffi di preghiere. Non suona la voce degli uomini, ma del mio amore ne risuona l’eco fino a non essere uno spasmo inarticolato di un’emozione che perdo dalle mani alla ricerca di te, dove hai riposato coprendoti con la mia pelle. Non voglio che ti asciughi dal mio odore. É incastrato dove il tuo battito pulsa e vive. Dove io trovo qualcosa da stringere al petto e lasciarlo entrare, scorrere come la vita langue sulle foglie degli alberi in fiore.

The wind

The wind is a god-lidded nailed by murmurs of prayers. It does not sound the voice of men, but of my love I hear the echo up to not be a spasm of inarticulate emotion that I lose from his hands looking for you, where you have rested covering you with my skin. I do not want you wipe from my smell. It is stuck where your heart beats and lives. Where do I find something to tighten the chest and let him in, sliding as the life languishes on the leaves of the trees in bloom.