Chi era quest’uomo

Chi era quell’uomo

che camminando dinoccolato 

scavava con petali di viola

la sua tomba,

mentre la luna racimolava esili 

spifferi di tenue silenzi.

 

Sperduto il suo nome e volto

di lui si vedono soltanto

i talenti lasciati a marcire

seduto ad accogliere un po’

di luce azzuffata attraverso la esile nebbia.

 

Deciso quello che poteva portare 

mirato dalla fobia

pose le dita alla propria fibbia

rovistando il niente 

carico evanescente di ciò che rimaneva

da sovente emozione ed evoluzione.

 

Guardò la fossa e imbucò le ultime lettere,

quelle scritte in viaggi infiniti

sospinti oltre i rami e la terra

addormentata oltre i gomiti.

 

Poi passi si zittirono

ed un fruscio pervase propositi chiari

come acqua piovana d’estate

sui fili di erba,

inghiottiti dallo scuro muro 

oblioso.

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