Al ramo che cade

Si fermò, aspirando l’odore dell’aria e mare, di quelle nuvole prima bagnate da raggi di sole, ora gremite di poggia. Alcuni bambini correvano sulla spiaggia rincorrendosi e lanciandosi qualche conchiglia. Lui sapeva che loro non potevano vederlo, ma sorrise in ogni caso, avanzando. Le onde sì infrangevano lente una sull’altra e il suo sguardo si perse all’orizzonte fermo immobile. Le maniche bianche della casacca sbatacchiavano sui suoi polsi scuri e rabbrividì, intonando una piccola canzone.

“Al ramo che cade, il fiore cede la vita
La luna abortita sboccerà in altri momenti,
Nei venti accade la cecità dei turbamenti.”

La vide seduta su una panchina, una sigaretta tra le dita. La sentì e vide rabbrividire e avanzando piano le nuvole si schiusero lasciando scivolare di nuovo il sole… E tendendo la mano verso di lei, poté percepire il suo battito del cuore tendersi come un arco, afferrandogli le dita….

“A farti nascere altre trecento vite,
I fiori continuerebbero ad avere il tuo profumo,
in tutti i tempi possibili.”

Conall sorrise.

Sentivo le trame della notte

Sentivo le trame della notte insinuarsi dalla finestra e rapire qualche grammo di sonno in attesa di crollare. Il suo respiro forte mi solleticava la nuca e sentivo sparso sulla pelle della schiena il battito del suo cuore premendomi addosso il ventre ed il suo odore.
La luna la immaginavo suonare ninnananne con invisibili, spezzate dita delicate, quasi quanto quelle che stringevo lentamente, il mento premuto contro quei polsi che amo, dove il suo sangue scorre e dove vorrei arrivare a nascondermi, fin dove nessuno prima – prima di quel gelido inverno – ha osato mai.
Nessun suono dall’esterno – forse qualche piroetta del vento, forse… Il tremulo vociare di me stessa al bordo di infinite recrudescenze.
Occhi marroni, grigi e dorati, dotati di una luce che sentivo gorgheggiare come l’acqua dei fiumi nella fronte, espandersi nelle guance, calde, nel torace in fiamme; in una giornata uggiosa svelata dalla nebbia ma ricoperta di gelo e attese e grandi architettura piene di storia, e le sue labbra – quelle labbra che prime mi han visto desiderosa di baciare – arricciate e pronte chinate su di me… poi le sue gambe affusolate si sono mosse dall’incastro, o forse erano le mie, e aprendo le palpebre pesanti sentivo solo il riecheggio: non potrò mai fare a meno di questo, non vorrò mai farne a meno.
Poi la notte scivolava dalle sue mani su di me e persa mi sono addormentata solo per risvegliarmi al mattino guardando con pieno stupore quel viso a me caro, e quelle orecchie, senza avere voce fino a che non ho incontrato i suoi occhi.

Poetry must be a virus

Poetry must be a virus that huddle
In the hearts inhuman dripping with faith
From storms of joy and suffering
In a humanity needs of water.
Let poetry be your baptism.
Let her speak your words unspoken
Voiceless
The life that breathes singing melodies hidden
In the shadows runaways
When we love in that barren seasons
In the constancy of certainty.
Let she pierce the soul and the spine in chills.
Let her eat your fruits.
Read it: she will understand you before you can lay eyes on the last word.
  Love her.
Because loving her is worth the eternity of an immense love and elected that never fades.

La poesia deve essere un virus

La poesia deve essere un virus che s’accalca
Nei cuori disumani grondanti di fede
Da tempeste di gioia e sofferenza
In un’umanità bisognosa di acqua.
Fate della poesia il vostro battesimo.
Lasciatela parlare le vostre parole inespresse
Senza voce
Alla vita che spira cantando melodie nascoste
Nelle ombre fuggiasche
Nell’innamoramento che spoglia le stagioni
Nella costanza della certezza.
Lasciatela trapassare l’anima e la spina dorsale in brividi. Lasciatela mangiare i vostri frutti.
Leggetela: sarà lei a capire voi prima che possiate posare lo sguardo sull’ultima parola.
Amatela.
Perché amarla vale l’eternità di un amore immenso ed eletto che mai appassisce.

It rains

It rains on the roads
Let your soles touched han
In wandering
Of your soul. Listen: branch
It tends covered by drops,
The aftermath of diamonds
That the fugitive sun gives the moon
Do not just snatch them sleep dreamers losers.
It rains from the land that the echo
Memory possesses.
The kiss that has dislocated bones,
Sobs and the flight of seagulls.
Remember: the redness on the skin
Skin future undressed
Looks.
Remember do not remember how it was before. Listen: I love you with a love
Even on the embers burning
Of the time past
and exhausting.

Piove

Piove sulle strade
Che le tue suole han sfiorato
Nel vagabondaggio
Della tua anima. Ascolta: il ramo
Si tende coperto da gocce,
Lo strascico di diamanti
Che il sole fuggiasco dona alla luna
Non appena rapirà il sonno dei sognatori vinti.
Piove dalla terra che l’eco
Della memoria possiede.
Il bacio che ha dislocato ossa,
Singulti e il volo dei gabbiani.
Ricorda: il rossore sulla pelle
Della pelle del futuro svestito
Di sguardi.
Ricordo di non ricordare com’era prima. Ascolta: t’amo di un amore
Che arde perfino sulle braci
Di un tempo passato e logorante.

La notte mi ha lasciato

La notte mi ha lasciato brandelli
Che nel mattino trovo ad occhi chiusi
Ed oltre la flebile, pallida luce,
Si intrecciano così tanto dei fiori
Ai miei polmoni da non farmi respirare,
Anno dopo anno quegli steli
Rigogliosi e verdi
Hanno il sapore di qualche attimo
Di nostalgico, presente affetto
A ricordarmi, al di là di tutto,
Che l’amore parla in me in vece mia
Quando gli scheletri degli alberi nudi
Vengono smossi sotto quella debole luce mattutina.

I’d follow your trails – repost

I’d follow your trails like thirst
Pressing my hunger against your skin
Drinking with the slow sloap
Of the silent moon and your veins
Devouring miles just about
Blow away
Scratch yourself away
From your lips like kites with clouds
To lay the atrocious beat
Where you want because senses
Emotion
And here I died
In via of my silent mind
On warm and thunders body of yours
You are the sound or things
And you stand on the limit
Harlequin of sun like a king
And make the world sings
Digesting it with hands
Deserving the fall of the dying
From your light twisted in extreme gasps
Together
and me on the same skin
Before saw me assailed with only conscience
As from your hands art born
I became meat in you
With you
For you
Separating my spirit from itself
Finding myself in you.