la percezione della bellezza e l’amore più tenero

La percezione della bellezza

suonate dalle campane più alte

mi scuoia. 

Il cielo divarica le cosce e la pioggia è solo combustibile

nelle ferite che palpitano

e ardono da farmi dolere il torace.

Il fianco della luna svelato

sotto i tagli della notte

rabbiosi da pretendere il mattino.

Mi muovo dove niente ha sostanza

e fruga il viso coprendomi le palpebre

schiacciandomele – dove l’amore più tenero,

mi priva dell’attimo prima dello schianto

le spine di quelle rose di cui ricordo il profumo

paiono svanite in un trancio di paradiso

e schiantandomi scrivo.

Vedo il tempo scrosciare.

La vita è un rumore

stritolante.

 

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