Questo soffitto biancoE le grida gremite di una Stanchezza che ha un’orbita Distante secoli Questi soffitti bianchi Soffocano e mi fanno bella Celano lo sguardo Disincantato, soffocanoL’incantata bellezza.
Sof-fo-ca-no. La parola muta e la letale E poi collassano su stelle Variopinte
Dove delle spalle si piegano,
E non so se sono le mie; le tue; quelle di nessuno.
Le soffocano quelle grida
In una notte da soffocare e nient’altro Nessun’altra parola, azione, strilla Allora strilla, parola: rigettami nel tuo fondo. Coltivami strozzami senza punteggiatura senza avere senso fino a che il rumore tace anch’esso soffocato nel suo stesso lordume di ritagli di universi nel sangue caduto a fiocchi come neve in un’estate mai avvenuta.
Senza senso come lo è il senso della vita: soffocato da altro – quando lo trovi, si è già nella tomba bianca,
Contornata da terra morbida, schiacciata dalla pesantezza di un immortale cielo terso.

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2 pensieri su “Soffocare

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