Dormire

Ho sospeso tanti piccoli frammenti di insonnia tra le pieghe delle tue palpebre assediate da stralci di ali di angeli caduti senza la misericordia della veggente notte.
Crolla desolazione dal gomito puntato sul letto di spine e atrofizzando un’incommensurabile oppressione danzi il regno del silenzio ovattato tra radici che solcano il volto d’Ottobre futuro.
E non dormendo s’accumula il travaglio del tormento tuo.

Dea

O mia Dea dallo scettro vermiglio
crocifizzata e destinata prostituta
dei più deboli e miserabili in amore
O Dea, stai morendo invano
tra i cataclismi della specie che tanto implora un
vagito tuo debole, o fiamma eterna, sacra
purché impura, dopo i nostri tocchi?
Ricoperta di corvi e spettri di antichi Grandi
ti sommergiamo infine in una melma che va’
spandendosi tra le ciglia dei tiranni
e scrosci di vetro ti coprono le labbra,
muta, nelle ore profane di nostra passione.
Tu che parli le mie lacrime
al suono delle acque e rivolte,
alla terra e a questo silenzio
che fa da scheletro agli alberi preparatosi per l’inverno
dimmi, mia Dea,
t’abbiamo lasciato logorare
in nome di cosa?
Dal paradiso a una parvénza alienante
di morte tremante
con ghirlande sul capo di fiori secchi e preghiere vuote?
Ma tu, Dea, ch’ogni sinistro sguardo
acciechi, ora apriti alla tenebra,
aprici alla sete, all’inganno di questa era,
Dea, e che infine il regno tuo sia tuo e degli innamorati
illuminati da una luna gravida di luce e vita.
Mia Dea Poesia concepita e bandita dall’umano
che impaurito non piange più per la svanita
bellezza
immortale
tua.

17.9.2014

Tintinnando
I canti degli alberi
Dove scheletri di rugiada
Ammiccano alla sazia pioggia
Quando ella,
Di profumo vestita,
La mia bambina,
Scalza va’ di fiore in fiore
Saggiando
Il lento sfiorire, pigro sotto
Le piccola dita.
E il sole si fa tenebra
Per le sue ciglia
Infilatosi sotto pelle
Di quel fiore luminoso
attorno a me, tutto
Passa, dalle catene di cemento,
Dalla nebbia ai tronchi ampi e grezzi,
Alla momentanea sospensione di un attrito inevitabile
Che invoca: “Va’, corri in me, amore.”
Quando si gira, e mi guarda,
La natura sospira e danza.
Il mio fiore luminoso