si spegne la sera

Si spegne la sera, si spegne e ritorna fiamma
da polmone a falce di luna senza pupille
per scrutare il nero sospiro, sospinto
da piccole onde di sonno:
scatta la palpebra.
Si spegne.
Di notti e dolcezze regalate, senza costo,
di montagne furiose scalate dal centro della terra
fino al raggiungimento del cielo,
ma questa sera – questa frazione di secondo
sepolta in fiori lasciati appassire piano.
Mi sfalda dalle radici, stasera,
ché rimembra la luminescenza dell’anima
e scrivendo, silenziosa,
si fa schiudere,
guardarsi,
toccarla,
sentirla con uno strappo fuori,
nel marcire del tempo.
Assorbirla schiacciata da specchi
a cui non posso sottrarmi
e scrivendola, non sembra così vecchia.
Si spegne
il singhiozzo degli alberi.
Tutto inesorabilmente cade.
Il silenzio si fa silenzio, Poesia,
che rigurgiti questo amore mio
e lo scruti ardere,
addormentata nella piaga ombelicale
della luna.

The thought

The thought and the gravestone
In caverns spasmodically open
Of an unknown landscape,
Adamant to foolishness, oh beauty
Of thought and gravestone
Locked forever
in the pillow
Evening unveiled,
Gaping thighs,
greedy bitch embroidered
with gold and rubies
Thought
him
thought undressed of tears
Takes charge of a well of paradise
Where sweetly drown,
And in the gravestone
ethereal sleep
Seed wilted infernal loves.

Il pensiero

Il pensiero e la lapide
Negli antri spasmodicamente aperti
Di un paesaggio sconosciuto,
Irremovibile alla stoltezza, o bellezza
Di pensiero e lapide
Rinchiusi in eterno nel guanciale
Della sera svelata
spalancatole Le cosce
Da avida puttana ricamata d’oro e rubini
Il pensiero lui il pensiero
Di lacrime svestito,
Si fa carico di un pozzo di paradiso
In cui dolcemente annegare,
E nella lapide l’etereo sonno
Seme appassito di infernali amori.