Il pensiero e la lapide
Negli antri spasmodicamente aperti
Di un paesaggio sconosciuto,
Irremovibile alla stoltezza, o bellezza
Di pensiero e lapide
Rinchiusi in eterno nel guanciale
Della sera svelata
spalancatole Le cosce
Da avida puttana ricamata d’oro e rubini
Il pensiero lui il pensiero
Di lacrime svestito,
Si fa carico di un pozzo di paradiso
In cui dolcemente annegare,
E nella lapide l’etereo sonno
Seme appassito di infernali amori.

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