Nei nostri silenzi

Aperti disinvolti 
Soggetti a lune 
Mascherate 
di zaffiri
E polvere 
Vorrei 
Aprire un foro
Minuscolo
Dal tuo gomito
Fino allo sterno
Per entrarvici 
E ascoltare
Il suono delle onde
Che la palpante vita
Ti canta 
Dentro la carne 
Fermare il tempo
O me stessa 
Mangiare a pezzi
La tua voce
Dall’esterno
Sospira un esangue 
Perenne tormento. 
Uscire
Scavare 
Cantare 
Cose così 
Poi fotterti
Fino a non sentire le gambe
Ma te, come una radice
Conficcata dentro e più estirpata. 
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