In ritardo..

Natale è passato. 

Odore di niente – né sensazioni alcune, ecco. 

Nella disperazione che aleggiava in casa, ho guardato, a un certo punto, il punto più alto del soffitto, e mi sono detta, “quest’anno mancherò alla promessa“.
Che promessa neanche è. 

È più una rimembranza di un dolce amore mai svanito – quasi come fanno gli altri.
Non ho scritto, il 24 sera,

aspettando la mezzanotte. 

Ho infranto cristalli lune orbite secoli tutto. 

Voi direte: e allora?
Allora, allora la solitudine, questa 

– la sentite
Uno strappo dall’ombelico che schiaccia tutto, mi divora.
Sai, Conall… la vita non è che un breve incendio in un luogo sacro, vero? 
Tu che nel più puro dei silenzi stai ritto a scrutarmi come secoli giorni ore fa.

Sei un incendio che trapassa violette.

Calpesti con piede d’angelo lo sguardo che chiudo. 

Ci sei. Eh. Così ramificato in me da non poter andare via nonostante il terrore.

In questa parte della mia vita di cui non so nulla; che di me non so nulla.
Auguri… 

…. Nel primo ritardo della nostra vita…

Nei giorni rovinati e nelle gioie, ti vedo… Sei stanco, come me?
La schiena poggiata su un albero e le tue spalle alte così alte a difendermi. 

(Da chi cosa da me?)

E poi ti vedo, l’angolo del tuo volto.

Ed è pace.

Sei un sentimento così mio che è sacrilegio scriverlo. Metterlo giù e sezionarlo. 
Ma in ritardo, amore, buon compleanno, a te che immutato resti come le mie cicatrici. 
Ti laverò i piedi con questi capelli corti. 

E assieme vedremo navi salpare in cielo chissà dove e chi andrà via…
Tua madre ti ama tanto. 

Ho nostalgia di te che è come la mia anima avesse preso il salto secoli fa per attenuare di un poco questo dolore quotidiano.
Auguri…. Mio bianco lupo… 

Albero alberi mamma 

Vai nella foresta vai 

Vai nella foresta vai

A scrivere la tua anima 

Che conosci 

Vai nella foresta mia mai

Vai alberi vanno piangono 

I fiori e le assenze necessarie vai mamma madre mia.

Insonnia parte 2 -mare-: visita di una dolce anima, D,che ho visto è scritto così, naturalmente, chissà sbagliando, ma sognando anche io finalmente. Tu sai che è per te senza regole

Lei ritagliava sospiri del mare

e della sua terra dalle unghie.

vedeva tutto tremare

come onde sgretolarsi

in parole da benedire.

Sospirava l’allattamento verso il cielo: calcolava la via più lunga per quel mare a lei tanto caro…

Scostava i capelli dalle ciglia,

un tenero abbraccio,

è così tornava a scrivere

Sregolato ordine della natura (la sua)

così sua, che non era altro

che l’allineamento della sua voce

quel cielo, immagini, canzoni, visioni, amori, e mare mare mare

che intrecciò l’anima alla sua

e mormorandole parole sconosciute

morendo rinasceva in lei scrivendo

Pensieri pensieri navigati

Àncorati alla bellezza della sua

Ed al nome, che solo esso significa dono

Insonnia

Virgole virgole 

Nella mia testa di caos

Terrificanti paure 

E punti

Sono un ossimoro 

E piango al silenzio

D’ogni silenzio liturgico 

Mi apro alla tenebra 

E scavando ascolto

Il tenue sole 

Che fatica ad avanzare 

Virgole virgole

In piena 

Frattura di pensiero. 

spirito libero

va’

in coltri profumate 

che destano

l’irraggiungibile 

appartato nell’angolo dell’occhio.

Fiorisci! Dicono i venti

ma i saggi, essi scrutano,

sfiorano

il cinismo dei miracoli.

e tu vai vai vai 

a suonare 

il domani incerto

sicuro del tuo ridere

così libero da incatenarti

in guai dell’anima.

crolla

la vestaglia 

di nuvole:

dal mio occhi 

cade solo fuliggine

sospirata,

eterno momento.

rincorro siepi

bagnate dalla luna

lunghe chilometri

altezze indomate.

scende

la voce e costola 

di domani cerchiato

 d’occhiaie.