Blossom

blossom through your face,the sound of your silence –

My hands try to reaches it all

doesn’t matter how many centuries 

this heart will find that heart again 

and keep it forever

as those blossom into my minds

spinning as time and time blooming alone –

because you see – 

my precious – 

as time kiss itself over and over again,

so I’ll do,

Endlessly.. 

Poetry is

poetry is its face and voice as soon as the bells 

of nature sing

and I keep return home 

into my mind 

I’ve never left his arms 

oh poetry sacred love of holy 

please kiss me tonight 

please let me be not 

but petals scattered away 

with all their scars open 

my beloveds

Bisbigli privi di serietà 

danziamo sulle ossa del sole e tutti gli echi della terra 

bevuti in calici dorati 

andiamo via 

andiamo via 

portami via 

amore mio che sei diviso 

tra due occhi scuri contornati da lunghe ciglia 

Poesia mia 

Prendi la mano 

che sgretola l’infinito ricomporsi 

di questo mondo 

e tirala – tirala forte – tirala tanto da falla combaciare con la mia.

Eterno bacio eterno splendore eterno dolore, il mio tutto è niente se illuminato dalla luce della luna…

Illuminata dalle cose che si ama ed adora… 

non sento, vedo, provo – anestetizzare lo sguardo delle parole, le colgo spettri di un domani mai successo. 

Di tutto il mio grido, futuro mai successo.

non sento niente amore. 

ma continuiamo a danzare sulle ossa 

Di rancore e fedeltà. 

Mia poesia 

Tu amante e tu madre compagna 

fammi culla dalle mani aperte dalla placenta della notte e reggimi.

Non farmi cadere. 

Non farmi… soffrire… non farmi…amore mio eterno… 

scrivimi

mi addormento. mi sveglio.
scivolano dai fiori aperti

campane dallo sguardo 

immenso del cielo:

ed è mattina 

ma mi addormento. 
mi sveglio. 

nelle vaste ciglia scure della notte.
le lucciole illuminano

ciò che è stato disperso domani

nelle delusioni d’oggi. 

la strada si farà ieri. 
mi sveglio. 

il tempo è una nota stonata 

tra venti ed alberi. 
mi addormento. 

la fiducia? 

il ventaglio per far danzare 

quei petali nel loro viaggio

che non esiste se non 

nella percezione di un istante

di dolore e perdita profonda 

come il cielo (immenso). 
mi sveglio con odore di gatti sulle braccia e con gli avambracci recisi per accogliere semi. 
“Scrivimi nei sogni 

con la voce

scrivimi 

il mio amore

che sai spiegarlo anche

restando zitto” 

ti scriverò 

scriverò una poesia vecchia & datata, ricolma di polvere che nessuno leggerà, ma la scriverò contando ogni verso non esistente dal presupposto che sommando il cuore e dividerlo dalle sue musiche, significa: vivo.

ti scriverò una poesia che non capirai travestendola da chissà quale stronzata intellettuale alle due di notte con il posacenere pieno e la pancia gonfia da stress e nostalgia.

ti scriverò una poesia lieve, un ponte su cui scorgere i pianti della tua anima tenuta legata al guinzaglio col morso feroce d’una bestia. 

ti scriverò una poesia coi colori di un dipinto di Picasso, che non ci capisco un cazzo, ma almeno lui ha baciato la povertà e il genio d’essere, il dover d’essere sé stesso.

ti scriverò una poesia: t’ho abbandonato per sensibilità che si muove come sangue nel corpo in egoismo; un necessario scambio d’intesa, questo mio cuore non poetico.

ti scriverò una poesia artista squattrinato che hai vissuto con arcobaleni sfatti nello sguardo infilzandoti chiodi nelle mani per dipingere di più ciò che sentì. 

ti scriverò una poesia che non è poesia ma un deturpamento d’anime in collisione con ciò che siamo.

ti scriverò una poesia… e poi annegherò come ho sempre annegato in te, in voi, così tanto da diventar recisa, tesa come mille corde di violini agganciate a uno spettro. 

ti scriverò. 

29 agosto 2011

Rincorro sembianze conosciute in tempi ancestrali, senza aver coscienza di me – mi privo dell’assoluta condizione di poter scegliere, poiché non la voglio.Perché ho già scelto-simboli, idee, correnti selvagge di utopie reali e concrete e vive; sono ciò in cui credo. Io sono quello che scrivo e vedo, nei meandri oscuri al di là degli arcobaleni- soffia il vento forte, trascinandomi sul tetto del mondo, e mio figlio era li – un cuore a simboleggiare l’unione, terra e cielo. 

Le pietre ho sfiorato, l’erba ho accarezzato… Si aprirà il portale dell’universo, e ne berrò la contraddizione feroce. 
La Madre illumina la luna con soffi di carezze che getta tra di noi, ed essa sprigiona luce e calore- agli assetati verrà data acqua pura, e coloro i quali saran persi, ritroveranno il proprio volto – tra musica e poesia.
“il pozzo, il pozzo ha parlato.

Nel silenzio ha comunicato, una morte antica ha annunciato.”

Persa nel suo territorio silenzioso, ho vagabondato in angoli persi e sperduti di me per qualche istante.

Un attimo dopo, il sole – racchiuso nel suo brillante, dannato splendore.
Corri, corri; avanti, vai avanti… Non fermare la tua corsa rapida.

Corri sempre più veloce nelle mie viscere, figlio mio, fino a rimescolarmi il sangue nelle vene; fino a farmi cantare l’essenza della Vita fissando il tuo volto scuro, meraviglia mia.

Vagherò ovunque Lei vorrà. 

Guarderò paesaggi, ascolterò voci – le mie mani tracceranno sorrisi sui visi di persone che incontrerò; accarezzerò la perdizione, la memoria, neanche avessi mille anni; soccomberò, cadrò esanime e tornerò, eruzione dalla terra profonda fino al più alto dei cieli che l’Occhio vede. Sfibrerò la luna della sua essenza per rinforzarmici la mente ed essere pronta. 
Sfiderò. Conoscerò. Andrò.
Annegherò ancora, perderò ancora, vincerò ancora… Tornerò. Ancora.
Fionnlagh china il muso candido, le grosse zampe a nutrire il terreno – il protettore quindi mi guarda, simboli dorati che capirò invecchiando, e di nuovo scruta con facilita la mia anima – ed io… Io ancora risento e riscopro tutto.
Mani mani

Un pozzo, fogli. Inchiostro che sporca e macchia e purifica.
Una tomba

Dei fiori gialli.

La mente stessa è un’incoerenza; risplende nonostante dormi sempre, di solito, nell’essere umano. 
La mia vita è un albero che fa crescere frutti già vitali ed invecchiati, e ne aspetta la caduta

Per vederli sfiorire e fiorire poi, di nuovo, continuamente e senza fine.