Rinfaccia il vento 
a me per me 

che non sono cresciuta

e che guardando oltre

quelle siepi cariche di rovi

mi sposto ferita

tra tuoni e divampi vari

a scrutare parvenze d’un attimo

colto e preso a sassate

l’amore che mi cambiò 

ora lo lascio al vento 

sussurrare 

gli sbagli 

gli assalti feroci 

alle fauci di un silenzio

che continua a sferzare 

il cambio sordo e ghignante 

di un’ironia tale

che le vene s’aprono e tremano

per me 

che nella rotta non vi è destinazione 

che nella notte non c’è soluzione 

né cartilagine di pace su cui restare

dalla casa strappata, o sogni,

miei sogni, 

che mio volto avete sfigurato

per potermi guardare negli occhi domani?

rinfaccia il canto

rinfaccia la tenebra 

rinfaccia il mare 

in cui ho gettato petali e petardi

vita mia 

a cosa mi dovrò aggrappare 

quando andrai via

gia domani

già stanotte 

già il mio amore 

a derubarmi sonno

accoltellatore di vizi

a te questo inferno 

di nuovi inizi. 

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