in questa casa,affondano le mie lacrime,

eretta su quelle che erano gioie

e puro splendore

allungando la mano verso di te, 

ho scoperto l’albero che mai sfiorisce 

ed ha il tuo nome.

Coperto di foglie

rimane. 

Mentre io rimango scoperta,

ora,

senza una radice intatta,

ma la tua voce – 

io ho il terrore di dimenticarmela,

mi divarica la gola

in singhiozzi –

il tuo tocco sulla pelle,

se dovesse la memoria vacillare,

che rimarrebbe di me? 

Chiamerò solo il tuo nome 

nella solitudine 

e aliti di vita 

forse suoneranno ancora per me.

In questa casa 

a cui farò sempre ritorno, 

giorno per giorno, 

anno dopo anno, 

secolo dopo secolo,

la tua anima… 

… toglierà la catena 

della mia, 

a battaglia finita

e tornerò a casa,

nel cuore che apristi 

in quello che mai smetterò 

di chiamare casa. 

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