Rincorro sembianze conosciute in tempi ancestrali, senza aver coscienza di me – mi privo dell’assoluta condizione di poter scegliere, poiché non la voglio.Perché ho già scelto-simboli, idee, correnti selvagge di utopie reali e concrete e vive; sono ciò in cui credo. Io sono quello che scrivo e vedo, nei meandri oscuri al di là degli arcobaleni- soffia il vento forte, trascinandomi sul tetto del mondo, e mio figlio era li – un cuore a simboleggiare l’unione, terra e cielo. 

Le pietre ho sfiorato, l’erba ho accarezzato… Si aprirà il portale dell’universo, e ne berrò la contraddizione feroce. 
La Madre illumina la luna con soffi di carezze che getta tra di noi, ed essa sprigiona luce e calore- agli assetati verrà data acqua pura, e coloro i quali saran persi, ritroveranno il proprio volto – tra musica e poesia.
“il pozzo, il pozzo ha parlato.

Nel silenzio ha comunicato, una morte antica ha annunciato.”

Persa nel suo territorio silenzioso, ho vagabondato in angoli persi e sperduti di me per qualche istante.

Un attimo dopo, il sole – racchiuso nel suo brillante, dannato splendore.
Corri, corri; avanti, vai avanti… Non fermare la tua corsa rapida.

Corri sempre più veloce nelle mie viscere, figlio mio, fino a rimescolarmi il sangue nelle vene; fino a farmi cantare l’essenza della Vita fissando il tuo volto scuro, meraviglia mia.

Vagherò ovunque Lei vorrà. 

Guarderò paesaggi, ascolterò voci – le mie mani tracceranno sorrisi sui visi di persone che incontrerò; accarezzerò la perdizione, la memoria, neanche avessi mille anni; soccomberò, cadrò esanime e tornerò, eruzione dalla terra profonda fino al più alto dei cieli che l’Occhio vede. Sfibrerò la luna della sua essenza per rinforzarmici la mente ed essere pronta. 
Sfiderò. Conoscerò. Andrò.
Annegherò ancora, perderò ancora, vincerò ancora… Tornerò. Ancora.
Fionnlagh china il muso candido, le grosse zampe a nutrire il terreno – il protettore quindi mi guarda, simboli dorati che capirò invecchiando, e di nuovo scruta con facilita la mia anima – ed io… Io ancora risento e riscopro tutto.
Mani mani

Un pozzo, fogli. Inchiostro che sporca e macchia e purifica.
Una tomba

Dei fiori gialli.

La mente stessa è un’incoerenza; risplende nonostante dormi sempre, di solito, nell’essere umano. 
La mia vita è un albero che fa crescere frutti già vitali ed invecchiati, e ne aspetta la caduta

Per vederli sfiorire e fiorire poi, di nuovo, continuamente e senza fine.

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4 pensieri su “29 agosto 2011

  1. “Sfiderò. Conoscerò. Andrò.”
    c’è una forza in tutto questo, una tensione al volo, che arriva nonostante il dolore/gioia della ciclicità radicata nel corpo (e dico Anima, e dico Spirito) già ferito
    che le visioni lucenti prevalgano un giorno
    un sogno ti sia anche la notte, per quanto ‘oscura’
    abbraccio

  2. “Annegherò ancora, perderò ancora, vincerò ancora… Tornerò. Ancora.”
    Ti abbraccio forte con affetto, Anna cara.
    Dormi bene e i miei più cari auguri
    A.
    Ti sorrido

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