scriverò una poesia vecchia & datata, ricolma di polvere che nessuno leggerà, ma la scriverò contando ogni verso non esistente dal presupposto che sommando il cuore e dividerlo dalle sue musiche, significa: vivo.

ti scriverò una poesia che non capirai travestendola da chissà quale stronzata intellettuale alle due di notte con il posacenere pieno e la pancia gonfia da stress e nostalgia.

ti scriverò una poesia lieve, un ponte su cui scorgere i pianti della tua anima tenuta legata al guinzaglio col morso feroce d’una bestia. 

ti scriverò una poesia coi colori di un dipinto di Picasso, che non ci capisco un cazzo, ma almeno lui ha baciato la povertà e il genio d’essere, il dover d’essere sé stesso.

ti scriverò una poesia: t’ho abbandonato per sensibilità che si muove come sangue nel corpo in egoismo; un necessario scambio d’intesa, questo mio cuore non poetico.

ti scriverò una poesia artista squattrinato che hai vissuto con arcobaleni sfatti nello sguardo infilzandoti chiodi nelle mani per dipingere di più ciò che sentì. 

ti scriverò una poesia che non è poesia ma un deturpamento d’anime in collisione con ciò che siamo.

ti scriverò una poesia… e poi annegherò come ho sempre annegato in te, in voi, così tanto da diventar recisa, tesa come mille corde di violini agganciate a uno spettro. 

ti scriverò. 

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