tutto, tutto, tutto – sei veramente tutto? – cadesi sfracella al suolo

una disperazione 

che non trova nemmeno voce

solo piogge dense e vene

aperte dove nemmeno più sangue 

sgorga. 

Scintille 

sono scintille

dirette al sole

o forse solo parole

in una sera 

ambivalente.

il vestito mi sta stretto, 

strettissimo,

mi rende impossibile 

il respiro.

sono scintille, lo sai?

si capovolge, il cranio fracassato del mondo.

il vestito mi è largo,

troppo,

vi affogo dentro come 

gli uccellini assetati

si soffermano su specchi d’acqua mormorante.

sono scintille che dividono voce e silenzi.

il mondo piange, lo senti?

tutto, è troppo. 

Luna 

parlavo agli orli di una luna che fissandomi mi scavava luce e me la tirava fuori, poi ha smesso; ne ascolto solo i sussurri ora. 

Amori

ora, 

Gocce soltanto

reggono il tiepido sonno

che non ho

Alle persone a me care

Questo è il mio canto

ascolto Battiato, nelle sue preghiere,

E piango senza poesia alcuna

Senza nessuna rima

Giovane, vecchia, qualsiasi cosa io mi senta veramente 

è la mia sensibilità che mi ucciderà

Questo oceano vasto di cui manco scorgo l’orizzonte 

Mi trascina sempre più giù 

E penso a tutti voi 

Amori miei 

A chi ho abbandonato 

A chi è restato 

A chi c’è 

A chi è rimasto mentendo 

Io non so che dirvi volendo scrivere

Quindi scrivo – come sempre 

Sono troppo povera, troppo, d’una ricchezza per molti, la sensibilità mi lacera più delle cicatrici che son rimaste 

Più di tutte le perdite avvenute

Più di tutto 

Dolore rimpianto 

Margherita il mio pensiero a te vola 

E si fa canto di bellezza e dolore atroce 

Non so essere più zia con Emma 

Fatico anche in questo 

Amori miei 

Questa vecchia con questa sensibilità 

Ha perso tutto

Non so come si faccia a tornare a essere sorelle 

Figlie 

Madre anche io 

Vi voglio dire tutto 

In silenzio 

Nelle mie insonnie 

 In faccio che scrivere

Zia mi vieni in mente 

Non ricordo la tua voce 

Ma il caloroso abbraccio sempre 

Nonno Zio

Vorrei essere una nipote degna 

Solo parole che per me sono più della vita 

Vorrei perdermi nella scrittura come anni fa

Dove sparivo 

E andavo con i miei bambini a correre tra distese di nature imbevute di dolcezze e atrocità, atroce nostalgia, sempre 

Vorrei avere Conall con me

E Bluezenn

E Fionnlagh

A prendermi per mano e ululare alla luna assieme 

Come sempre faremo 

Come sempre era

Scrivendomi sul corpo poesie e divinazioni

Per questa vita 

Amori miei

La mancanza è così radicata in te che invecchio ogni secondo, amori

Due di notte e tutto mi sembra perso

Lo sarà domani spero con più poesia 

Buonanotte amori miei, tutti voi

Pensieri 

Un altro giorno passato.Pensieri mi danzano su pensieri composti di un’agonia sedentaria.

Il mio letto, una bimba tra coperte, maglioni, reggiseni, sigarette, libri, appunti – vorrei, ecco, affogarci, dentro tutto quel marasma che è parte di me.

Il silenzio domina. Mi – domina.

Ma cosa ne so della vita io? 

Della morte che ho incubi e li avrò per il resto della mia vita, mio Fiore?

Che spazi ho, io, essendo me, in questa vita?

L’ho scritto: Sono vecchia: se leggete, credetemi. A 25 anni porto sulle spalle da nove anni amori, giuramenti, promesse, vite, che mai andranno via.

Mi sento vecchia: sono vecchia: che ne so della vita io?

Che è vita. 

Come è banale. Questo rigirarsi di parole e parole e domande di cui ho risposte, ma senza poterle dire, nemmeno a me alcune volte.

Un altro giorno, e chissà quanti.

Ho il peso di vite addosso che recidono la mia a prescindere dalle intenzioni – buone, cattive.

Mea culpa. Io, proprio, che da quando ho nove anni ho responsabilità che so non dovrei avere eppure eccomi qui, in questo altro giorno, a blaterare, un niente, una vita.

Un giorno è soltanto illuminazioni di poesie. 

Il resto, la morte. 

Ma tanto, che ne so, io, piccola e vecchia come sono? 

..

Voglio parlare del silenzio, nei suoi scialli scarlatti, sapere cosa deve dirmi a questo punto fissandomi così tanto. Freme una mano.