io non posso

che posare il capo 

sul tuo sguardo desolato

e scudisciate d’animo 

paiono quelle parole 

non dette, quelle dette 

ma che frugo nell’appanno

di momenti, tuoi, 

che rubo, mamma, 

ché degna non sono 

del grembo tuo

in cui sarei rimasta secoli

e non cinque mesi

egoisticamente.

Ma t’amo di un amore 

che devasta perfino la natura 

umana, sovrasta oceani, luci,

ombre, albe e notti.

Mamma, anche se nulla è,

la mia poesia è anche tua,

per me sei poesia, per cui la vita.

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8 pensieri su “Mamma

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