La luna parlò di notte

alla bimba sveglia 

nel suo lettino:

– lo senti? 

La bimba si rigirò tra le lenzuola, un poco sudate.

Occhi verdi scrutarono le ombre riflesse dalle finestre.

– che cosa?

E allora la luna rise, fece tremare il cielo e ogni filo di lieve vento caldo della notte.

– il niente. 

La bimba, corrucciata, s’impose alzandosi, andando alla finestra. 

– non vedi le tue parole?

Al che la luna, sgomenta, rimase in silenzio.

-vederle? Le parole?

Lei, seccata, mosse le manine agitandole.

– certo, quelle. La luce che hai non sono le tue parole?

La luna allora tacque del tutto, e la bimba un po’ delusa ritornò a letto, di nuovo sudata.

Quando arrivò il mattino, una parvenza di parole le rimasero nella testa, senza aver ricordo alcuno di cosa avesse sognato.

– forse il mio amato è la luce che dona voce a essa. Salutalo per me.

Uscita di casa, il sole quasi le ustionò il viso.

La bimba però sorrise.

– lei ti ama tanto. Non dimenticarlo.

E un poco d’ombra la fece respirare un po’, avviandosi con la mamma a scuola. 

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