Ora ascolta, vento
quale nave hai tu

immaginato 

scrutarti, 

abissata,

assieme a gabbiani

ed il riso di alcuni bimbi 

neanche sanno della sua esistenza

quella nave oramai 

immobile sott’acqua,

vento,

la scegliesti tu anni fa?

O ha dovuto fare il suo approdo 

naturale, a sé. 

D’altronde di ogni nave si sa

che viaggia su aneliti a volte insensati 

per l’amor del mare.

Tu, vento, 

di che colore brami il cielo

quando agitandoti

spiri in un frammento 

di gocce lievi

lente?

Oppure menti

quando i tuoi fantasmi son così alti

da far scatenare perfino la terra

solo per attenuare la colpa

d’aver visto una nave affondare

dove tuttora respira

Proprio per le tue sentenze? 

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