Sonno

Oh il sonno della Luna, beltà rifiutata dagli occhi degli Angeli in disgrazia, per te questo canto di mille e mille radici 

dona il braccio – acciuffandolo 

per un paio di barbari luccichii di silenzi.

Ché io sola posai il capo docile 

rimirando le parole scabrose, eccomi: un piccolo verbo 

d’amore che smussa i termini

della tua danza gloriosa.