A volte vedo le cose appassire
le guardo come fosse la prima 

ed ultima volta.

Mi metto le mani in tasca

trovo accendini scontrini e stanze 

dove non posso entrare.

E da sola preparo il ceppo

per adagiar la testa:

che a me il tempo avvelena e basta, 

vestito pure di bellezza. 

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Ho oscurato tempestee fronti baciate dal vento

di chi rimira il peso del taglio

chi ha visto e vede la morte.

Ho sentito il niente e campi di girasoli e mi sono soffermata sui colori di Van Gogh.

Provo scrivendo un tumulto di volti e che sia dunque fiorito di gioia, spero.

Ma vi è una mano di Ombre vestita calarmi piano le palpebre,

uno scossone di vento, ricordo un bel glicine,

Dormi

E indomani mi vesto di parole come un tulle di rami, pregando che la mia natura combaci con l’anima slegata. 

Per mia madre 

In te mi colgo Anche al solo pensarti

I rami hanno il tuo nome

E tutte le vive cose dentro 

In un barlume di sospiro

L’amore…

diventa stella,

del sogno della vita:

Il più immenso di tutti.

(Il nostro) 

Sono la pazza la nannainsonnia perenne costante saziante cui vomita orologi e sandwich di fiato e odore celato lo hai visto quel fiore in stazione aspettava lunghi tramonti per soffiarsi dolore.

Sono la pazza la nanna dormiente che scrive per non ridere e morente dormire.