Ho oscurato tempestee fronti baciate dal vento

di chi rimira il peso del taglio

chi ha visto e vede la morte.

Ho sentito il niente e campi di girasoli e mi sono soffermata sui colori di Van Gogh.

Provo scrivendo un tumulto di volti e che sia dunque fiorito di gioia, spero.

Ma vi è una mano di Ombre vestita calarmi piano le palpebre,

uno scossone di vento, ricordo un bel glicine,

Dormi

E indomani mi vesto di parole come un tulle di rami, pregando che la mia natura combaci con l’anima slegata. 

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