Il cielo si apre per metracce di suoni vaganti

sparpagliati dove niente

arriva o viene.

Nuvole, ciuffi di sera,

apro il palmo che suda

trema e s’impenna di respiro

e pioggia truce mi sfonda.

Sono sola: vi è in me un silenzio

che affonda e geme il proprio pianto.

Ne farò casette per uccellini.

Richiuso il caos si farà primavera.

Sogno arcobaleni. 

Vieni,

lascia tremare 

tutto 

così poi

hai più niente 

da far tacere.

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