Zoppo

cicatrici aperte 

nei laghi che ancora 

non ho visitato

nel fiore che non ho

colto il profumo

sezionata tra morte 

e il volo. 

correrò in incubi

e alte saran le nebbie 

dove cercherò rifugio.

ora il mio amore 

resta fermo

a scrutarmi,

zoppo come un vecchio. 

Luna

io che son ultima 

negli ultimi

cedo il passo 

alla luna oggi

mi dono al suo occhio

ché virgineo mostra

il silenzio statico delle cose 

Buona notte da me e Lily

  
a lei
che si prende cura

di tutta me stessa

lei

che pesa la felicità di una stella

maestra di baffi 

e grazia e giochi e balzi

musa perenne 

d’amore e terapeutiche dolcezze 

che s’aggrovigliano in me

essere la sua umana 

una delle gioie più grandi. 

A nessuno

tu dimmi come si fa

a parlare alla pioggia 

prima di dormire 

tra spasmi di poetico ardore

e la fanciullezza di troncarmi

antidepressivi bevuti 

come birra

dimmi come si fa 

tu che leggi stelle 

e assembli le mie cicatrici

da astrologo 

per scrutare l’infinito occhio

della semplicità?

rinchiusa 

schiudo

l’apertura 

ai sogni 

come fossero

onde affrante

piegate dal vento

nel mare d’estate.