A nessuno

tu dimmi come si fa

a parlare alla pioggia 

prima di dormire 

tra spasmi di poetico ardore

e la fanciullezza di troncarmi

antidepressivi bevuti 

come birra

dimmi come si fa 

tu che leggi stelle 

e assembli le mie cicatrici

da astrologo 

per scrutare l’infinito occhio

della semplicità?

Come un capriolo 

Scivolavo silenziosa
come un capriolo.

Nella nebbia tra solchi di luce piatta.

Me ne andavo così

Nella mia vita e in quella degli altri.

Non vedevo una piccola parvenza di semi non piantati, li vedevo bacche antiche lasciate scorrere in fiumi segreti.

Poi, invecchiando,

 capii

Il cieco occhio.

Ed il capriolo prese il balzo della tigre e del lupo 

così passarono gli anni

A rimirar il fuoco nell’anima.