Sbuffi 

Tu pensa se vuoi ad un sostegno sottile,

 al sole e balbettanti nuvole;

arrovellare perché?
e le foglie rinate senza poter chiamare 

l’oceano. 

Non lo so come, ma lo faccio,

fugge dalle dita

mi chiedo -cosa?

come è un ricordo e come si sente ad esserlo

secondo te come si domanda

 uno sbuffo di tutte le fiabe che non ho ancora sentito.

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17 settembre

Cala notte, in questo trambusto,foglie e rami secchi mi accompagnano:

Vedo ciò che è, che potrebbe essere, che non sarà mai

e lì lancio avanti,

schiena trafitta dalla bellezza:

I tuoi occhi e lunghi capelli

che il vento raccoglie,

piccola mia,

stanotte correremo lontano lontano. 

Buon compleanno Bleuzenn❤️

Vieni, pioggia,a te devo il segreto grande,

dita aggrappate alla speranza 

di vasi colmi ed erbaccia fresca,

a te il canto che ognuno vuole,

in solitudine,

campare di volerti e lasciarti;

momenti dove sono più io,

null’altro che un sospiro piccino.

Tempo e spazio 

In ogni tempo è il mio tempo,
in ogni posto è il tempo datogli,

ora ho una pila di tempo e posti

e nessun cranio saggio da usare

come portapenne.

In ogni tempo e posto

non sarà mai il mio

ma quello che gli altri decidono;

io sto dove sono e se anche fosse 

che il mio tempo e posto è dove mi perdo

sceglierei comunque quello,

perché è dove posso interagire 

con me e per me. 

Alle piccole persone 

Alle piccole persone, rispondo
con una risata sguaiata 

e brillantini sul viso 

e balli

e felicità –

non vi è cosa peggiore, 

per loro,

da rimirare 

nel buco nero che è dimora

di chi oramai ha solo il peso

della propria puzza addosso,

e null’altro. 

Chi?

Chi toglie chi mette chi rimuove paesaggi cartoline persone vite 

chi è all’osso chi sta bene chi ha superato chi lavora chi non trova chi ha chi

Chi ha cosa 

Cassetti e consonanti 

fulcri e spazi 

Chi ha cosa e chi è chi

Io sono io

e sono sempre stata io

chi toglie chi mette chi rimuove 

Io

Che cosa ho tolto ho messo ho rimosso 

Appena un’ora fa una sera fa quando era che non trovavo le parole in ogni dove e mi sono aperta in due e ho visto un tronco d’albero

oppure era un violoncello

Chi cosa chi 

Che cosa sono che cosa voglio cosa non desidero cosa posso e non posso

Perché non mi sono ancora abituata all’idea che sono sopravvissuta 

Perché mi sono abituata alla vita 

perché ho visto la luna parlarmi

e le vite incrociarsi

scaldarsi e fare falò

perché ho sentito la terra echeggiare un mormorio antico 

quasi quanto il volto disfatto della notte eterna 

Perché? No anzi via il perché

Non c’è giusto o sbagliato 

È oltre 

E io sono bambina quella sempre col cerchietto 

mi vedo attorno ad altri bambini 

osservo il mio stesso guardarli 

come si scoprono le cose per l’ultima volta 

perché è così forse 

da piccola passavo i pomeriggi

a cercare l’aria 

nella bella polvere delle altalene

e puntavo alto come papà 

respiro piano 

piano

Piano come una mantide religiosa 

aspetta

Che sia giorno per cosa chi 

chi è cosa

Ora fumo una sigaretta e come maga magò

 sfiderò Merlino

ancora chiuso nella grotta

Senza draghi stavolta 

Ma libri di incantesimi 

ed un comodino disordinato e stravolto 

ma è duello d’amore 

e solo uno deve ritornare,

prendiamoci le dita e vediamo.

non è segreto,
quello scoglio: onde, tempeste,

L’inquietudine pizzica l’acqua.

Non è sete l’essenza 

fatta di spinte e giù a tentoni

ma tutto ciò che serve.

Non è un segreto,

la voce del giorno

appena alzato.