29 agosto 2011

Rincorro sembianze conosciute in tempi ancestrali, senza aver coscienza di me – mi privo dell’assoluta condizione di poter scegliere, poiché non la voglio.Perché ho già scelto-simboli, idee, correnti selvagge di utopie reali e concrete e vive; sono ciò in cui credo. Io sono quello che scrivo e vedo, nei meandri oscuri al di là degli arcobaleni- soffia il vento forte, trascinandomi sul tetto del mondo, e mio figlio era li – un cuore a simboleggiare l’unione, terra e cielo. 

Le pietre ho sfiorato, l’erba ho accarezzato… Si aprirà il portale dell’universo, e ne berrò la contraddizione feroce. 
La Madre illumina la luna con soffi di carezze che getta tra di noi, ed essa sprigiona luce e calore- agli assetati verrà data acqua pura, e coloro i quali saran persi, ritroveranno il proprio volto – tra musica e poesia.
“il pozzo, il pozzo ha parlato.

Nel silenzio ha comunicato, una morte antica ha annunciato.”

Persa nel suo territorio silenzioso, ho vagabondato in angoli persi e sperduti di me per qualche istante.

Un attimo dopo, il sole – racchiuso nel suo brillante, dannato splendore.
Corri, corri; avanti, vai avanti… Non fermare la tua corsa rapida.

Corri sempre più veloce nelle mie viscere, figlio mio, fino a rimescolarmi il sangue nelle vene; fino a farmi cantare l’essenza della Vita fissando il tuo volto scuro, meraviglia mia.

Vagherò ovunque Lei vorrà. 

Guarderò paesaggi, ascolterò voci – le mie mani tracceranno sorrisi sui visi di persone che incontrerò; accarezzerò la perdizione, la memoria, neanche avessi mille anni; soccomberò, cadrò esanime e tornerò, eruzione dalla terra profonda fino al più alto dei cieli che l’Occhio vede. Sfibrerò la luna della sua essenza per rinforzarmici la mente ed essere pronta. 
Sfiderò. Conoscerò. Andrò.
Annegherò ancora, perderò ancora, vincerò ancora… Tornerò. Ancora.
Fionnlagh china il muso candido, le grosse zampe a nutrire il terreno – il protettore quindi mi guarda, simboli dorati che capirò invecchiando, e di nuovo scruta con facilita la mia anima – ed io… Io ancora risento e riscopro tutto.
Mani mani

Un pozzo, fogli. Inchiostro che sporca e macchia e purifica.
Una tomba

Dei fiori gialli.

La mente stessa è un’incoerenza; risplende nonostante dormi sempre, di solito, nell’essere umano. 
La mia vita è un albero che fa crescere frutti già vitali ed invecchiati, e ne aspetta la caduta

Per vederli sfiorire e fiorire poi, di nuovo, continuamente e senza fine.

manchi

mi manchi tanto 

da far tremare 

ogni collasso 

di universo

e battito 

di ciglia –

esplodono 

residui 

d’una valigia 

ancora da disfare 

colma 

del tuo sguardo 

Ticchettii spettrali

Ticchettii spettrali ci sono, non ci sono,

Sto dove non sono stata 

E amo dove non ci sto più 

dove ali ali ali giganti ali ali

mi coprivano le schegge di fiato 

parole fermate buttate giù 

esplose in chissà quali poesie 

La vita l’amore 

l’amore della mia vita 

sono a letto con computer morti

Schedine del Nintendo bruciate 

Tutto ciò che guardavamo 

stanotte mi han trinciato le retine 

Ticchettii 

Forse mani che tremano 

– erano così legate legate in modo

Infrangibile –

a scrivere la disperata canzone di una sera di primavera 

gelida come la Polonia

Senza scrittura pulita 

Muco per candele da accendere 

per una speranza che dovesse spegnersi 

sarei già distesa

ad occhi chiusi bianchi.

La tua mancanza 

Mi fa inciampare tra le mie stesse dita 

Il fiato e il polmone 

La tua mancanza amore della mia vita sono i bassifondi di un’antica città piena di miracoli di luce divina da nessuno trovati 

Sono tutte le cose che vorrei ancora dirti…

Io che sono, e scrivo, quindi eccomi qui 

Mi vedi amore? Lo puoi urlare? Urlalo che mi vedi in queste sfiatate sciatte parole 

Tutte le cose che ancora… Io vorrei dirti… Nel collasso di un’eclissi primordiale… Dirti che sono marchiata a fuoco 

E coi denti e colle ciglia 

dalla tua anima 

la tua essenza 

esistenza..

Per il fatto che tu esisti, 

Farò un velo per la mia poesia 

che sia un piccolo minuscolo ponte di speranza fiori gatti 

così quando dalla vita stralunato distrutto… 

…. un velo di poesia… 

…. vienimi incontro…. Mani sulle mani…. 

… Ci raggiungeremo ancora come sempre…. 

alberi di sinfonia, foglie verdissime al vento… 

“La tua anima è la mia casa” 

ticchettii spettrali… 

Di amori invincibili… Circuiti dalla vita.

Eppure è l’amore della mia vita.

Shoulders

your shoulders –

and flames 

of feelings

from blades 

of light 

I took it all

– dreaming

of a voice that

inspire sunlight as it is-

I took –

long fingers, sleeping face,

a warm forehead-

it all

where night will fall,

take it all,

all love to be hold.