Luna

io che son ultima 

negli ultimi

cedo il passo 

alla luna oggi

mi dono al suo occhio

ché virgineo mostra

il silenzio statico delle cose 

A nessuno

tu dimmi come si fa

a parlare alla pioggia 

prima di dormire 

tra spasmi di poetico ardore

e la fanciullezza di troncarmi

antidepressivi bevuti 

come birra

dimmi come si fa 

tu che leggi stelle 

e assembli le mie cicatrici

da astrologo 

per scrutare l’infinito occhio

della semplicità?

A gambe incrociate 

a gambe incrociate

posacenere pieno

ascolto il viavai

di macchine e fiato

senza maiuscole

per una piccola sera

sogno tatuaggi 

viaggi e poesia 

e un amore che mi dia

la regola della stabilità 

io che albero divento

giorno per giorno 

la delusione delle persone 

è il mio mantello

mi trucco gli occhi 

di un’alba piena

sfumata 

appesa tra le labbra 

non l’ultima sigaretta 

ma scrivo e dunque sono

esisto e riscrivo

non è un testamento il mio

è l’ardore dell’unica felicità 

da me sfiorata 

nei solstizi mi abbevero 

da essa

ne piango la mancanza 

in questa piccola piccola notte 

dove sono proprio io minuscola 

briciole e musica rock 

e tutto va’ come deve andare 

certezze al rovescio

San Pietro martire 

che manco lo prego 

ma agli alberi e lune

che han visto passare 

l’umanità 

voi custodite

questa virgoletta che sta 

un po’ qui, un po’ là 

senza aver detto niente

ma scritto tutto 

eccola: l’anima mia a ritroso corre verso domani. 

rinchiusa 

schiudo

l’apertura 

ai sogni 

come fossero

onde affrante

piegate dal vento

nel mare d’estate. 

Ascolto

Ascolto

riverbero montante 

nei canali stretti stretti

ti sfiora e porta:

vai, vai, resta, torna 

finché non rimango 

appesa ad un sospiro 

sincronizzato a silenzi
(…) 
e di silenzio mi rimbocco 

manica, testa 

andando verso una quiete 

che non esiste.
Robert Frost nelle vene…

Nelle mani di foreste immaginarie 

But I have promises to keep,

And miles to go before I sleep,

And miles to go before I sleep“.

Il pianto 

di chi sente 

è la canzone 

dei suoni 

nel dormiveglia.

ho scoperto 

un fiore 

nascosto.

guarda: 

anch’esso 

si divincola

nei turbamenti 

dei prati bagnati.

aspetto il vagare

di notti tenute silenti

sotto il cuscino.